Ancora un importante documento di immagini e parole va ad aggiungersi al nostro archivio dei ricordi. Oggi un ringraziamento speciale va al nostro Alex ideatore del blog www.leviedeicolori.splinder.it  che ci ha regalato questa sua speciale notte di note tra emozioni musica parole ed immagini.....Grazie Alex.

Caro Claudio .... tra le ultime parole d'addio (perché ogni volta che ti saluto è triste come un addio) e quando la musica non va ormai più, riaffiorano i ricordi.....

Caserta 2 febbraio 2004
 

Caro Claudio.
(cronaca di un Crescendo speciale)

Caro Claudio, il mio secondo Crescendo è teminato. Alcuni giorni dopo che le luci della serata di Caserta si sono spente, tra le ultime parole d'addio (perché ogni volta che ti saluto è triste come un addio) e quando la musica non va ormai più, riaffiorano i ricordi. Ogni volta riannodare il filo dei ricordi è un'impresa al tempo stesso titanica e naturale. Se da un lato è arduo raccontare su un foglio bianco un sogno appena realizzato, dall'altro emerge la voglia di farlo rivivere attraverso le parole, quasi come a continuare un incanto spezzato, un volerlo potare di forza nella mia vita. Caro Claudio, questo luogo basso, buio, amorfo che è il palazzetto dello sport di Caserta è per me un luogo speciale. Qui, infatti la passione con cui ti seguo ha avuto tanti e tanti anni fa la sua consacrazione nella tua prima esibizione dal vivo a cui ebbi la fortuna di assistere. E' luogo della memoria di una vita oramai passata, di cose cambiate, di vite lasciate alle spalle, eppure entrando nel palazzetto non ho potuto di fare a meno di andare con lo sguardo a cercare il posto dove ero seduto in quel vecchio tempo, in un angolino nascosto, buio, sulle ultime gradinate, ad un passo dal cielo. Caro Claudio, da quella sera di tanti e tanti anni fa mi portai a casa la consapevolezza di aver incontrato sulla mia strada un nuovo amico, l'amico e domani.Domani è già qui, ed è stato tempo di scacciare i ricordi e vivere questa serata per osservare ogni minimo particolare che potesse darmi un senso della mia presenza in quel luogo a distanza di così tanto tempo e sapevo di trovarla in tante piccole cose, anche all'apparenza insignificanti. Caro Claudio, ti ringrazio di avermi dato l'opportunità di rivedere per caso l'amico Dino, che tu ben conosci, una straordinaria persona che ti segue da sempre con passione ammirevole e che mi ha preso con sé per portarmi a salutarti nei tuoi camerini, dopo le prove. Per una sfortunata coincidenza, non è stato possibile incontrarci, ma stavolta non me la sono presa più di tanto. Erano tante le cose che volevo vedere, osservare, erano tante le emozioni che mi aspettavano. Caro Claudio, alle prove hai voluto fare uno straordinario omaggio alla mia città, la patria della musica, cantando una canzone che è per me intrisa di ricordi e di significati profondi, Io te vurrìa vasà e poi altre note sotto altre parole in napoletano, mentre vicino al palco cercavo di cogliere i particolari delle tue chitarre, dei tuoi Bolero "appiccicati" sopra, dei brani della scaletta tutti colorati. Lì ho pensato alle vie dei colori, quelle strade che si aprono e si chiudono per ciascuno e che uno a volte imbocca, altre no, ma che fino alla fine vanno percorse per trovare il senso delle cose. Caro Claudio, le luci si sono spente e sei entrato, di nero vestito con la chitarra in mano, intonando Yesterday. E poi via via, i soliti cambi d'abito, bauli che si aprono e si chiudono, bolle di sapone, fornelli, giochi di carte, violini e belle violiniste, tamburi, telescopi, luci ed ombre, rosso e blu, flash, fiori, sciarpe, e ancora striscioni. Già gli striscioni. Li ho immortalati tutti: "Tienici con te fianco a fianco perché resti tutto in un abbraccio", "Fino alla fine, fino al confine, fino all'ultimo, tienici con te", "In questo grande sogno che noi chiamiamo Claudio", "Mai più come te, nessun'altro mai, essere potrà.", "Una storia accanto.siamo noi". La musica e le parole, l'adrenalina e poi "Cuore di aliante". Caro Claudio, ho potuto stringerti la mano mentre intonavi questa canzone, e io fui per attimi interminabili "l'onda che si alzò su dal mare scuro dell'umanità", a portarmi dentro energia e solo energia. Pochi attimi, ma secoli per me. Non potrò dimenticare. E volavo, "Cuore di aliante" e ancora adesso io volo, "Cuore di aliante". Caro Claudio, chissà se ci sarà un altro tempo per entrare in quel luogo e poter ricordare quando volavo "Cuore di aliante". So per certo che ci sarà ancora un tempo per ringraziarti e per dire che tutto quanto ho fatto non l'avrò fatto invano.

Alex: www.leviedeicolori.splinder.it