Tutti qui - Firenze, o cara....

 Firenze, 16 dicembre 2006

Pensavo l'altro giorno che sono tre anni che, nel week end di met dicembre, ho un appuntamento con Claudio.
Nel 2004 in Piazza Duomo a Milano per "e festa sia", l'anno scorso e quest'anno a Firenze al Mandela Forum per il raduno e per la tappa fiorentina di "tutti qui".
Sono tre anni che, nello stesso periodo, riesco a passare diverse ore "in musica e parolini" :o))) Dovr chiedere a Claudio il favore di annotarlo sulla sua agenda in modo da non rischiare di farmi mancare un regalo cos bello per i Natale prossimi.
Sabato 16.12.2006 con Antonella e Marina si arriva ai cancelli del Palazzetto (dopo aver rischiato l'arresto per "passaggio non autorizzato" nella zona transennata davanti allo stadio....) c' gi una bella fila nutrita ma, all'apertura dei cancelli, si entra con ordine e si riesce a scendere verso il palco gi gi gi fino al consentito cos da vedere Claudio che meglio non si pu!!! L'Omino Canuto allegro e rilassato, ci accoglie con calore e si concede alle nostre strette mostrando di gradire davvero il nostro affetto e non di sopportarlo.
In sala c' anche l'Eccellentissimo Generale Savelli, peccato non riuscire a salutarlo per benino, la prossima volta devo riuscire a trovare il modo di mettergli il sale sulla coda :o)))
Il Palazzetto, come un accogliente salotto, mi rivela i sorrisi parolini che aspetto con ansia di vedere: Silvia, Claudia, Alessandro, Elisa, Elena, Claudina, Renato, Rita, Sara, posso dare un volto a Cinzia e salutare anche Sandro e Ilaria (spero di non sbagliarmi) luminoso sorriso tutta la zia, nipotina di Silvia e la mamma "vera" Paola di Claudina e suo fratello
Massimo e il "suo" Andrea.....
Tanti abbracci finalmente non solo virtuali, che bello!!!!
Arriva l'ora dell'inizio del concerto, ognuno al proprio posto ma sotto lo stesso tetto!
Antonella, Marina e io non siamo vicinissime al palco, questa volta, ma il Palazzetto gentile e la nostra posizione in tribuna comunque privilegiata come se tra me e Claudio ci fosse una passerella, un raggio che ci unisce, l'essere un p sopraelevata rispetto alla platea mi fa sentire davvero in volo, sospesa e........vado su vado su vado su.....
Ci sono monitor anche in alto, qui a Firenze, davvero come ganci appesi al cielo.
Claudio carico, pare una molla, magnetico, canta con una potenza vocale straordinaria, balla allacciato all'asta del microfono come si farebbe con una bella donna, con trasporto ma con dolcezza, si muove sinuoso sul palco, suona tutto, cattura la luce con tamburelli riflettenti e ce la restituisce come se, con quei raggi, volesse raggiungere ciascuno di noi con la sua energia.
Anche i musicisti sono in forma strepitosa, si vede che si divertono, si scambiano sorrisi, sono davvero soddisfatti.
Il Palazzetto risponde, non si riesce a stare fermi, sono davvero pochi quelli che non si alzano mai, che non si danno da fare almeno con le braccia.
Quando si arriva a saltare sulla vita davvero un bel vedere, siamo tutti l, in piedi e pur mantenendo i nostri posti come se fossimo tutti scesi sul palco a ringraziare Claudio e i suoi compagni stringendoli in un abbraccio.
Il Nostro mi sembra addirittura commosso e si produce in profondi inchini, ad ogni lato un lancio del cuore che, quando "tocca a me", mi pare particolarmente energico :o)))
Lo s che una pazzia ma per tutto il concerto ha avuto la netta sensazione che, quando Claudio era voltato nella mia direzione, era proprio a me che si rivolgeva, questa la sua ricchezza, far sentire ognuno unico.
Poi, quando si spegne la musica, quasi non si vuole andare via, ancora qualche abbraccio e la voglia di trovare gi una data per un prossimo appuntamento, due chiacchiere con il disponibilissimo e gentilissimo Pio Spiriti che gi ci aveva tenuto compagnia anche prima di "andare a lavorare" e ci si saluta sicuri di aver vissuto qualcosa di veramente magico.
Ancora al mattino il mio cuore non vuol stare al suo posto, mi pare di doverlo tenere fermo con le mani........
Grazie, cari amici, per essere stati con me e grazie Claudio per avermi accompagnato ancora una volta, per mano, lungo le vie dei colori.
 

Maty

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