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Gli episodi: La rosa dei colori | Il giornalista incriminato | Filo diretto con Claudio |

Incanto: i miei articoli per il giornale |

Il giornalista incriminato

Nel giugno del '98 Claudio Baglioni ridimensiono' la sacralita' degli stadi con il grande concerto dello Stadio Olimpico "Da me a te", trasmesso anche in Tv.

Alcuni giorni seguenti incappai nell'oscena (a mio parere) recensione fatta dal giornalista Mario Gamba su Rai 3.

Il suddetto defini' lo spettacolo di Claudio "un qualcosa di patetico" indicando Claudio stesso come "Duce della situazione". Aggiunse poi alcuni riferimenti sulle "trovate" dell'artista, come l'ingresso della 2 CV ed altro, dimostrando di non essere a conoscenza della storia di Claudio Bagloni. Poi cito' gli errori artistici delle ginnaste ed i "movimenti senza senso dei ballerini".  Infine osanno' letteralmente il successivo concerto di Eros Ramazzotti, come esempio di semplicita' e buon senso.

Probabilmente il giornalista Mario Gamba non era a conoscenza di quanto aveva detto Claudio per la descrizione del suo progetto:

Vista dal centro del campo, il mondo è diverso. Una volta tanto, l'orizzonte non fugge via, ma ci viene incontro. Ha centomila occhi che ti fissano e una voce incontenibile che scandisce il tuo nome. Incontrarlo stordisce e toglie il fiato, ma carica come nient'altro. Quest'avventura è nata così - in un 6 giugno che sembra di un'altra era - con la voglia di mettere il sale sulla coda a un sogno che inseguivo da sedici anni. Portare la musica negli stadi e restituire prato e spalti alla gente, perché se ne riappropri non per uno scontro, ma per un incontro. Con l'estate se ne va anche la bottiglia di "Da me a te". Lanciata nel mare di Roma, scivolata sui navigli milanesi a luglio, approdata ad agosto sulle spiagge di Palermo, da dove è ripartita per concludere il suo viaggio il 26 settembre nel mare chiaro di Napoli. Essere fiato, gambe e cuore - sull'erba di queste quattro città voleva dire soprattutto questo e dimostrare che si possono compiere piccoli miracoli. E lo stadio può tornare a essere ciò che tante volte, in passato, è stato. Il luogo dove inseguiamo palloni, lanciamo attrezzi e gareggiamo col vento, ma ci si può incontrare anche per ascoltare musica, lasciarsi rapire da un passo di danza, da quello che il tempo porterà e l'uomo saprà chiamare arte. L'ingresso dello stadio non è le colonne d'Ercole. Lì non finisce il mondo. Guardando al di là, non si rischia di sprofondare nel vuoto, ma solo di scoprire che il limite non era fuori, ma dentro di noi. In queste notti di note, insieme, abbiamo dimostrato che, per superarla, non servono proclami, divise e stendardi. Bastano la voglia e il coraggio di pensarsi oltre (Claudio Baglioni)

Come al solito, mi sentii in dovere di fare qualcosa, e dal mio piccolo, insegnare che cosa sia il giornalismo serio e non "di parte". Presi il telefono e con vari passaggi, parlai con gli addetti ai servizi giornalistici di Rai3, i quali mi invitarono a richiamare per parlare con il diretto interessato.

Cosi' feci dopo breve tempo e Mario Gamba, molto disponibile ad ascoltare le mie repliche, si trovo' a dover sacrificare quasi un'ora del suo tempo.

Non ero ancora soddisfatta, decisi di scrivergli una lettera con l'aiuto di mio fratello, cercando di essere piu' precisa su cio' che avevo da dire. Mi sforzai molto di tenere un tono pacato.... Forse.

.... Sto ancora attendendo una risposta....

La lettera a Mario Gamba

Alla cortese attenzione del Sig. Mario Gamba c/o Servizi Giornalistici rai 3 sez. Cultura e spettacolo.

Non so se si ricordera’ di me perche’ spero di non essere stata l’unica a contattarla telefonicamente per protestare sul suo servizio di Sabato 13 giugno relativo all’ultimo concerto di Claudio Baglioni.

Non mi e’ bastato il contatto telefonico per chiarirle il motivo del mio risentimento e ripeto che prima di sparare sentenze contro un personaggio evidentemente amato, si dovrebbe documentare meglio per capire cosa riescono a percepire i fans di questo cantante, e non mi sembrano pochi,in quello spettacolo da lei considerato patetico. Con la sua critica infatti, non solo si spinge a sottolineare una prepotenza di Baglioni nel voler imporre una sua disumana imperialita’, ma, in sottofondo, tende a snobbare il vasto pubblico che segue il cantante, composto da varie generazioni e gusti musicali e non da semplici adoratori di un boom del momento. Se ci ritiene stupidi quando andiamo in delirio ascoltando le intramontabili canzoni di Claudio, e’ liberissimo di farlo, ma non e’ giusto che si serva di uno strumento pubblico per diffondere la sua idea a chi ha occhi per constatare un successo e non ha certo bisogno di un Mose’ illuminato che gli insegnera’ la strada. Queste cose lasciamole ad Emilio Fede che dichiara apertamente la sua posizione diventando il simbolo della comicita’ giornalistica.

Io non faccio il suo mestiere e quindi non ho la dimestichezza con l’abilita’ della dialettica, ma considerandola intellettualmente preparato, penso che sapra’ capire anche il mio umile linguaggio con il quale cerchero’ di spiegarle meglio cio’ che lei giudica senza senso. Non mi importa che la cosa possa interessarle poco, mi basta solo dimostrare che noi spettatori siamo un po’ meno cretini di quello che sembriamo.

La sua contestazione sull’auto che gira intorno alle tribune ha un preciso riferimento ad un album che Claudio Baglioni ha fatto nel 1973. In quegli anni il cantante aveva una Citroen 2 cavalli a cui era talmente affezionato da darle pure un nome: Camilla. L’album non ebbe il successo sperato per questo decise di dare un taglio a tutto e lo simboleggio’, forse per rappresentare qualcosa a se stesso, o forse per pura e semplice pubblicita’, applicando il fuoco alla macchina. Nel concerto, durante quel giro, stava cantando le canzoni di quell’album che, guarda caso, hanno riscosso un notevole successo in seguito, niente di meglio quindi che far risorgere quel simbolo distrutto per proiettare il pubblico indietro nel tempo di ben 25 anni. Come? Baglioni esisteva gia’ allora? Si, anzi, ha cominciato molto tempo prima! Dove stavano i Prince e Madonna da lei citati al telefono? Esempio puramente puerile visto che Madonna e’ stata costruita solamente sull’immagine e sulla trasgressione senza particolari doti vocali da definirla una valida cantante. Mi sembra strano che un critico spero di successo si lasci incantare dal protagonismo estero che ha sempre trascinato erroneamente quel made in Italy che tante volte non avrebbe avuto niente da invidiare a cio’ che l’America e l’Inghilterra ci hanno sempre imposto, facendo da padroni ANCHE sulla musica.

Ma andiamo avanti. L’ultima volta che Claudio Baglioni ha suonato in uno stadio lo ha fatto a Livorno nel settembre del 1986, io c’ero. Lo sa perche’? Forse no, in quel concerto dichiaro’ che non avrebbe mai piu’ suonato in uno stadio perche’ non sopportava l’idea di vedere il pubblico costretto a restare nella distante tribuna, visto che il campo era considerato il sacro altare del santissimo calcio, da non inquinare con manifestazioni musicali, relegate magari in strutture non idonee visto che la musica pur essendo piu’ gradita del pallone e del teatro, inspiegabilmente non deve avere la stessa distribuzione delle strutture per praticarla. Ricordo inoltre che Claudio e’ stato uno dei pochi che ha veramente combattuto per questo problema, si e’ fatto un bel mazzo e se non e’ riuscito nell’intento la colpa e’ da attribuire a quei colleghi che, invece di dargli una mano, se ne sono stati a raccogliere denaro esibendosi dove capitava fregandosene del risultato acustico, tanto si sa, al pubblico basta vedere l’artista e se l’ascolto non e’ ottimale non importa poi molto, l’importante e’ che i biglietti siano stati venduti!.

Mi sembra quindi fuori luogo il suo presumere che Baglioni non abbia voluto il pubblico vicino a causa dell’allestimento dello spettacolo, se poi veramente fosse stato cosi’ (e lo dubito) lo avrebbe fatto solamente per offrire qualcosa di piu’ al suo pubblico che sarebbe stato numeroso anche se si fosse limitato semplicemente a cantare da solo con un microfono difettoso, in piedi sopra una cassa d’acqua minerale. Comunque da fonti certe si sa che le autorita’ hanno concesso l’agibilita’ sul prato per sole 1500 persone e la cosa e’ stata appunto il veleno piu’ grande della serata. Aggiungo che io ho visto Claudio al palazzetto dello sport di Firenze, dove presento’ uno spettacolo analogo ma molto piu’ studiato e calcolato, bene, ero a tre metri da lui come tanti altri, e nessuno gli dava fastidio! Lui ha voluto fortemente questo spettacolo all’Olimpico, lo ha voluto per sfatare quello stadio, simbolo dell’atteggiamento di chiusura ai concerti rock-leggeri da parte delle istituzioni. Per quanto riguarda Ramazzotti, ha solo da ringraziare se ha potuto esibirsi anche lui in quel posto senza rompersi tanto le scatole e mettere mano al portafoglio per offrire qualcosa di piu’... [cut]

Eppure lei mi ha detto che intervistandolo le e’ sembrato una persona sincera e civile. Da cosa deriva dunque il suo astio? Spero non provenga da un occhio di riguardo per Ramazzotti vista la rivalita’ che si e’ venuta a creare fra i due. Non avrei da biasimarla per questo perche’ ognuno e’ libero di gradire chi vuole, l’errore magari e’ di cercare un paragone, dare piu’ luce ad un personaggio che certamente ne ha piu’ bisogno. Il rischio e’ di assumere una posizione di ottusita’ sminuendo un personaggio amato per cercare un certo valore in chi, pur essendo gradito, non puo’, o non vuole dire qualcosa di piu’ al suo pubblico. Anche mio fratello suona la batteria, non ha i mezzi di Baglioni, e ha solo poche centinaia di persone come pubblico. E’ gradevole ma non mi sogno neanche di criticare Led Zeppelin dicendo che lui con la sua semplicita’ merita di piu’. Questa comunque e’ un osservazione priva di fondamento,visto che al telefono lei ha dichiarato di non gradire ne’ Baglioni ne’ Ramazzotti. Allora ci deve essere altro. Cosa?

Sa in cosa consiste una festa? Per me e’ una unione di persone che si divertono. Quando vado a una festa e vedo la gente ballare e saltare non mi sto a chiedere se i movimenti che fanno sono giusti oppure no, vedo che si divertono e basta, questo e’ sufficiente a trasmettermi allegria. Claudio aveva impostato quella serata come una festa, tutti si dovevano divertire, lo spettacolo era puro divertimento senza l’onere dello schematico movimento, eccetto quelli richiesti per la costruzione scenografica di particolari canzoni. Non importa se le ginnaste si muovevano a caso e se i ballerini non avevano troppa voglia di seguire il ritmo, l’importante era divertirsi e trasmettere allegria niente a che vedere con lo spettacolo di Firenze che cito nuovamente, dove nulla era lasciato al caso, a dimostrazione che anche il Duce come lei lo ha definito, sa costruire uno spettacolo impeccabile. Ad una festa l’impeccabilita’ e’ messa in secondo piano e si puo’ pure sbagliare tante cose se puo’ servire a far sorridere, si puo’ perfino cantare qualche canzone in playback se il momento lo richiede, si puo’ fare suonare nostro figlio che strimpella appena la chitarra e sara’ gradito a 90.000 persone che non stanno ad analizzare la preparazione tecnica e il mantello di Nembo Kid. Anche questa e’ semplicita’, non solo quella di Ramazzotti di cui non voglio accennare minimamente la retorica. Che cosa e’ per lei una festa? Qualcosa di diverso da tutto questo?

Concludo qui perche’ penso di averle gia’ rubato troppo tempo, tralasciando i motivi per cui Baglioni ha smesso di cantare in Spagna, le ricerche musicali con altri artisti internazionali, i soldi investiti alla ricerca per lo sforzo di migliorare l’acustica dei palazzetti, il paragone con soggetti intoccabili che non voglio criticare pur avendone motivi e tante altre cose che dimostrerebbero solamente quanto sia importante documentarsi prima di sparare sentenze personali ad un telegiornale seguito anche da chi di Baglioni ne sa piu’ di lei pur non avendolo conosciuto personalmente.

Spero di non averla offesa perche’ non era mia intenzione farlo, ho solo cercato di spiegarle quanto si puo’ risentire un pubblico che ama un artista per le emozioni che riesce a dare ai suoi seguaci. Le emozioni sono ormai talmente rare, quasi introvabili e non e’ giusto cercare di toglierci quelle poche che abbiamo. Sappiamo contare, abbiamo gli occhi per vedere e soprattutto siamo talmente stupidi da credere alla televisione e se la televisione paga fior di quattrini per trasmettere un concerto in diretta in prima serata, sacrificando tre ore del proprio palinsesto a scapito di programmi ben piu’ "comuni" (?) come Carramba o Fantastica italiana….un motivo ci sara’.

Cordiali saluti

Silvia